Celebrato in Vermont il 20° anniversario
della cappella che unisce spiritualmente Efeso e il Vermont
L’8 giugno 2026, presso l’Our Lady of Ephesus House of Prayer di Jamaica, nel Vermont (USA), è stato celebrato il 20° anniversario della dedicazione della Cappella della Vergine Maria di Efeso. La ricorrenza è stata vissuta come un momento di profonda comunione ecclesiale e spirituale, reso particolarmente significativo dalla presenza di Mons. Martin Kmetec, Arcivescovo di Izmir e Presidente della Conferenza Episcopale di Turchia. La sua partecipazione ha conferito all’evento un valore speciale per la Chiesa di Smirne, custode della memoria viva della Casa della Vergine Maria a Efeso.
Accanto a Mons. Kmetec erano presenti il vescovo locale Mons. John McDermott, p. Lucian Abalintoaiei, OFMConv, Segretario generale della Conferenza Episcopale di Turchia, sacerdoti della regione e numerosi fedeli devoti della Vergine Maria di Efeso. L’assemblea ha reso tangibile il legame tra la comunità cattolica del Vermont e la Chiesa di Izmir, unite dalla medesima devozione mariana e dalla memoria del luogo in cui la tradizione colloca gli ultimi anni della Madre di Dio.
Situato a Jamaica, nel Vermont, il santuario Our Lady of Ephesus nasce dalla devozione di Mary Fraser Tarinelli, ispirata dall’esperienza mistica di sua madre, Elizabeth Fraser. Nel 1959, durante un pellegrinaggio a Efeso, in Turchia, Elizabeth ebbe una visione della Vergine Maria.
Nel 1991, Mary Fraser Tarinelli guidò il primo pellegrinaggio ufficiale al santuario originale di Efeso. Tre anni dopo, nel 1994, fondò il centro di preghiera a Jamaica, Vermont (SUA). La costruzione di una replica fedele della Casa della Vergine Maria iniziò nel 2002 e fu completata nel 2006. La cappella riproduce fedelmente l’originale nei materiali e nei dettagli: pavimento in pietra, altarino semplice e una statua della Vergine identica a quella venerata a Efeso.
Nella sua omelia, Mons. Martin Kmetec ha invitato i presenti a contemplare la Vergine Maria come Madre della nostra speranza. Richiamando il titolo di Theotokos, proclamato dal Concilio di Efeso, l’Arcivescovo ha ricordato che Maria occupa un posto unico nella vita della Chiesa, perché è Madre di Gesù e, in Lui, madre di tutti i credenti. La cappella commemorativa, ha spiegato, non richiama soltanto un luogo santo, ma rende presente una memoria viva: quella della dimora di Maria e della sua continua vicinanza al popolo di Dio.
Riflettendo sul Vangelo delle nozze di Cana e sul mistero della Croce, Mons. Kmetec ha mostrato come Maria sia donna della speranza in ogni stagione della salvezza: nell’accoglienza dell’annuncio, nella nascita di Gesù, nell’ora dolorosa del Calvario e nella gioia della risurrezione. Proprio sotto la Croce, ha sottolineato, Maria diventa madre di tutti noi e continua a intercedere per l’umanità, come a Cana, quando si accorge che “non hanno più vino”. In questa immagine l’Arcivescovo ha racchiuso un messaggio di grande attualità: quando vengono meno le forze umane e spirituali, Maria continua a indicare Cristo e a ripetere alla Chiesa di ogni tempo: “Fate quello che vi dirà”.
Per l’Arcidiocesi di Izmir, questo incontro ha rappresentato anche un segno eloquente di come il messaggio di Efeso continui a oltrepassare confini e culture, parlando al cuore di uomini e donne di ogni provenienza. Nel segno di Maria, Madre della nostra speranza, la Chiesa prosegue così il suo cammino, certa che la fedeltà di Dio non delude mai.
fr. Lucian Abalintoaiei, OFMConv









